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| SPC - Statistical Process Control |
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IL CONTROLLO STATISTICO DI PROCESSO (S.P.C. - Statistical process control) L'ascolto dell'ambiente esterno e
l'individuazione dell'efficienza e dell'elasticità/flessibilità
come fattori necessari per poter fornire prodotti/servizi di
qualità ha comportato nelle organizzazioni un'attenzione sempre
maggiore verso il governo dei processi (Conti, 1992).
Qualora si riconosca la criticità
di questi aspetti e la necessità di arrivare ad una loro
corretta gestione, si finisce poi inevitabilmente col proporre in
azienda l'impiego di tecniche statistiche per la misurazione e il
controllo delle caratteristiche qualitative del processo.
Le cause comuni (o normali)
sono insite nella variabilità di un processo produttivo;
insorgono casualmente durante il normale svolgimento del processo
e ne determinano la fluttuazione naturale all'interno di un
intervallo determinato da un limite di controllo superiore e uno
inferiore (LCI; LCS - vedi figura); Le cause speciali, invece, sono tutte quelle che, come abbiamo già detto, determinano variabilità indesiderata o anomala rispetto al naturale svolgimento del processo. Esse possono derivare, ad esempio, dalluso di un utensile sbagliato, dallerrore di un operatore o da particolari condizioni ambientali, come lilluminazione o la temperatura.Fin quando non si provvede ad una loro rimozione o correzione, non si intervenga, cioè, specificatamente su ciascuna, esse continueranno ad influire in maniera imprevedibile sul processo, portandolo fuori controllo. Un processo si definisce sotto controllo statistico quando la sua variabilità è dovuta solo a cause comuni. Uno stato di controllo statistico, secondo quanto sostiene Deming, non è affatto "uno stato naturale del processo, ma al contrario una conquista fatta per successiva eliminazione una dopo laltra, di tutte le cause speciali di variabilità". La Variabilità, infatti, è un aspetto ineliminabile in ogni processo produttivo: lo scopo prefissato sarà allora quello di minimizzare le cause di variabilità del processo eliminando, con limpiego di tecniche statistiche, tutte le cause di tipo speciale. . Fig.1: Posizione relativa delle Cause Comuni e delle Cause Speciali Una volta individuate e distinte le cause speciali da quelle comuni, dovremo quindi procedere, quando possibile a:
Secondo lapproccio del miglioramento continuo, ogni tipo di intervento da sviluppare sul processo di trasformazione, sarà da rapportare non soltanto alle attività già effettuate ma a tutte le attività svolte nel processo, presenti e future,( tenendo ben presenti ostacoli e difficoltà da affrontare nel prevedere in modo attendibile landamento futuro dei processi produttivi) considerando che l'SPC è una metodologia orientata alla prevenzione dei difetti e degli errori piuttosto che alla loro semplice scoperta. Elenchiamo ora tutte le principali tecniche statistiche impiegabili nella metodologia SPC (ci soffermeremo poi sui primi due strumenti: carte di controllo e analisi della capability) :
Accenniamo solo ad alcuni dei possibili impieghi di questi strumenti:
Molti altri evidentemente ve ne sono associabili alle differenti tecniche, giustificanti quindi l'impiego e la scelta di uno strumento piuttosto che dell'altro. Gli studi sull'SPC non sono certo temi nuovi alla Qualità. Già nel 1924, infatti, il dott. W.A. Shewart iniziò a sviluppare un approccio statistico al controllo Qualità rilevando che il concetto di variabilità riferito ai fenomeni naturali era parimenti adeguato all'analisi e alla descrizione dei processi produttivi. Con il contributo della statistica inferenziale e della statistica descrittiva, arrivò allora alla descrizione sintetica di fenomeni più ampi da impiegare come modelli di supporto alle attività di Problem Solving. Nacquero così le sue Carte di controllo uno degli strumenti statistici più impiegati nell'analisi dei processi produttivi. Da allora i passi avanti compiuti sul tema sono stati molti. Primo fra tutti il riconoscimento circa la validità di questi strumenti e un loro più vasto impiego. Il controllo Statistico della Qualità ha cessato di essere semplicemente un supporto al cosiddetto "Scientific Management" per divenire strumento diffuso da collocare all'interno di un vero e proprio approccio di gestione/organizzazione. In quest'ambito, le metodologie SPC seppur a livelli differenti di approfondimento devono comunque divenire patrimonio aziendale comune e condiviso a tutti i livelli. Va cioè diffondendosi all'interno dell'organizzazione un orientamento finalizzato a coniugare l'approccio tradizionale ai problemi con un approccio fondato sullo Statistical thinking come atteggiamento culturale. Va sottolineato, tuttavia, come ciò debba valere non solo per ruoli tecnici piuttosto che manageriali, ma anche e soprattutto per coloro che, in quanto operatori, possono incidere direttamente sul proprio processo attraverso un'analisi che si configura come un vero e proprio Learning by doing. Occorre ricordare, infatti, quali possono essere i vantaggi ottenibili da un corretto impiego di metodologie di tipo SPC per capire come essi interessino tutta la struttura aziendale e richiedano, quindi, il coinvolgimento e il supporto di ciascuno:
Queste considerazioni non sono ridondanti; al contrario risultano necessarie nel momento in cui si è in fase di definizione della strategia di implementazione di un programma di SPC dato che evidenziano la necessità di coinvolgere non solo le funzioni di produzione e di controllo qualità ma anche le funzioni organizzative e di gestione delle risorse umane per assicurare al programma stesso efficacia e coerenza con i fabbisogni dei processi, ma, anche e soprattutto, con la dimensione culturale, organizzativa e strategica dell'organizzazione. Dopo queste necessarie premesse potremmo iniziare con la presentazione del principale strumento cui si ricorre nell'implementazione di un Controllo Statistico di Processo le Carte di Controllo LE CARTE DI CONTROLLO La prima Carta di Controllo fu
proposta, come abbiamo già accennato, il 16 maggio 1924 da Walter
A. Shewhart, allora capo dei Laboratori Bell, che in
una nota al capo del Dipartimento di Ingegneria Ispettiva della Western
Electric scriveva : "il modello di rapporto
allegato è stato progettato per indicare se le variazioni
osservate nella percentuale di apparati difettosi siano o no
significative, a indicare cioè se il processo sia soddisfacente". BENEFICI DELLE CARTE DI CONTROLLO Le Carte di Controllo forniscono importanti informazioni sul processo produttivo. Permettono di capire :
Se da una parte infatti la Carta di Controllo indica il comportamento anomalo di un processo che rende necessaria una azione correttiva, dallaltra evita controlli superflui o continue regolazioni del processo che avrebbero leffetto indesiderato di aumentarne la variabilità
Ciò è reso possibile dallanalisi e dallinterpretazione delle configurazioni risultanti dalle Carte. Inoltre, se utilizzate in tempo reale mediante lacquisizione informatizzata dei dati, forniscono una retroazione istantanea sulle prestazioni del processo ;
Quando il processo si trova in stato di controllo statistico è possibile valutarne la reale efficienza produttiva e la capacità di rientrare nelle specifiche richieste, e quindi di soddisfare il cliente. Se il processo non dovesse mostrarsi idoneo si potrebbe migliorarlo, ad esempio, ricorrendo alleliminazione delle Cause Comuni. TIPI DI CARTE DI CONTROLLO : CARTE PER VARIABILI E PER ATTRIBUTI Le carte di controllo si dividono in due categorie in base al tipo di dati, dati variabili e dati attributi, estrapolati dallanalisi del processo in esame e sui quali sono costruite. Si hanno le Carte per Variabili e le Carte per Attributi. I dati variabili hanno le seguenti proprietà :
I dati attributi, invece, hanno una o più delle seguenti caratteristiche :
I dati attributi possono inoltre
essere classificati come non conformità (totale,
percentuale ecc.), o non conformi. Nella seguente tabelle sono riportati i differenti tipi di Carte di Controllo con riferimento al tipo di dati trattato e al parametro del processo sotto controllo.
TAB.1 : Carte di Controllo con riferimento al tipo di dati trattato e al parametro del processo sotto controllo. Combinazione delle Carte per Variabili A differenza delle Carte per
Attributi le Carte per Variabili sono sempre utilizzate in coppia
(combinazione). Una di esse controlla la media del
processo (Carta x medio), laltra la dispersione (Carta R o
Carta s). Esistono vari tipi di Carte di Controllo, sia di quelle per Variabili che per Attributi, caratterizzate da funzioni e modalità di utilizzo e compilazione tra loro differenti. Se ne descrivono qui di seguito le principali caratteristiche. Le Carte x medio e le Carte R sono le più utilizzate nel controllo e nell'analisi delle variabili di un processo. Le misurazioni inerenti ad una specifica caratteristica del processo sono raccolte in campioni di limitate dimensioni, generalmente da due a sei per ogni campione. La costruzione di una Carta x medio - R richiede i seguenti passi:
Anche le carte x - medio e le carte s sono usate in congiunzione. Lo Scarto campionario s è un indicatore molto efficiente della variabilità di un processo, specialmente per campioni di grandi dimensioni, ma è meno facile da calcolare e meno sensibile alle Cause Attribuibili di Variabilità che determinano l'anomalia di un unico valore in un campione ; il range, infatti, definito come la differenza tra il valore massimo e il minimo dei valori allinterno di un campione, mette bene in evidenza valori che si allontanano eccessivamente dagli altri. La modalità di realizzazione di tale Carta è analoga a quella della Carta x medio - R, eccetto il punto 3 che diventa il seguente:
c. Carta X A differenza delle Carte precedenti che raggruppano e valutano campioni di dati composti da diversi individui, le Carte X (spesso indicate col nome di Carte per gli Individui), sono caratterizzate dall'analisi di quantità individuali di misure. Ogni campione è cioè composto di un unico elemento, situazione tipica delle procedure di raccolta dati molto costose o di prove distruttive, o quando il tempo di fabbricazione è molto lungo. Per una Carta X lindice di dispersone viene calcolato utilizzando la variazione mobile (moving range), definita come il valore assoluto della differenza tra due osservazioni successive. Lutilizzo di una Carta X-Moving
Range deve essere sempre accompagnato da uno studio della
distribuzione di probabilità dei campioni, per valutare che sia
di tipo gaussiano. I passi necessari per la creazione di una Carta X sono i seguenti:
d. Carta c La Carta c è quella principalmente utilizzata nell'analisi dei dati di tipo attributo, per il conteggio di un certo evento su periodi consecutivi di tempo. Il suo sviluppo richiede i passi seguenti :
e. Carta u Le Carte u, dette anche Carte di velocità, sono utilizzate per campioni formati da un numero variabile di elementi. I passi da seguire per la costruzione di una Carta u sono gli stessi della Carta c, ma i Limiti di Controllo sono diversi per ciascun campione. f. Carte p Le Carte p, o Carte di proporzione, vengono utilizzate per mostrare la frazione di non conformi di un campione di grandezza variabile. La modalità di costruzione è la stessa della Carta u, compreso il calcolo dei Limiti che deve essere svolto per ciascun intervallo di tempo essendo la dimensione dei campioni variabile. g. Carte np Come le Carte p, la Carta np è utilizzata nell'analisi del numero di non conformi nel caso in cui il numero di campioni sia costante. La costruzione è analoga a quella della Carta p.
La compilazione di una Carta di
Controllo non richiede solo il calcolo dei Limiti di Controllo,
ma presuppone unattenta analisi dei problemi derivanti
dalla selezione dei campioni e degli elementi di ogni campione
nonché dalla frequenza di campionamento. Sulla Carta di Controllo vengono sempre indicati tre limiti, rappresentati da altrettante linee: il Limite Centrale LC, e i Limiti di Controllo Superiore LCS ed Inferiore LCI. Essi hanno il compito di fornire un aiuto alla lettura della Carta e alla sua interpretazione. Essi soddisfano le seguenti relazioni:
LCS = m + ks ,LC = m , LCI = m - ks , dove m e s sono, rispettivamente, la media e lo scarto di uno specifico processo, e k una costante che può assumere i valori ± 1, ± 2, ± 3. I limiti LCS e LCI veri e propri sono ricavati con k = ± 3 , mentre gli altri due valori di k indicano due limiti che dividono la carta in tre diverse zone, come mostrato in Fig.4 - 2.
Fig.2: Probabilità associate alle zone di una Carta di Controllo
Tali valori sono ricavati dallo
studio delle proprietà della densità di probabilità di una gaussiana. I limiti LCS e LCI sono
scelti in modo tale che la probabilità che i punti ottenuti dai
dati forniti dai campioni cadano al loro interno sia quasi uno se
il processo è sotto controllo statistico (levento
certo ha probabilità uno). Lettura delle Carte di Controllo Lanalisi e l'interpretazione
delle Carte di Controllo è uno dei momenti più delicati e
importanti del Controllo Statistico di un processo :
unerrata lettura delle Carte può rendere inutile la
raccolta dei dati compiuta fino a quel momento, o, peggio ancora,
può indurre azioni correttive non necessarie o evitare
correzioni di un processo fuori controllo con conseguente spreco
di risorse umane ed economiche. Come già spiegato in precedenza, la costruzione delle Carte di Controllo si basa sullanalisi statistica di un processo : ciò le rende soggette ad un certo grado di incertezza, del quale è sempre necessario tenere conto, e che può essere aumentato o diminuito agendo sul posizione dei Limiti di Controllo sulla carta. Tipi di Errore nell'interpretazione delle Carte di Controllo Si definiscono due errori di interpretazione, gli Errori di Tipo I e gli Errori di Tipo II
Come esempio si consideri un processo sotto controllo, tale cioè che sia governato solo da un insieme di Cause Comuni. Se la misura di un campione dovesse cadere oltre i Limiti Superiore ed Inferiore, si potrebbe ipotizzare che il processo è fuori controllo. Tuttavia, essendo i limiti ad una distanza finita dal Limite Centrale (generalmente a ± 3s ), una probabilità seppur piccolissima che ciò avvenga esiste, e vale P(D)=2·0,00135=0,0027. In tale caso considerare il processo fuori controllo è sbagliato.
Si supponga, tuttavia, che il processo sia in realtà fuori controllo. Ciò può accadere, ad esempio, per una variazione nella media o nella variabilità del processo, dovute ad un cambiamento nella profondità di taglio da parte di un operatore, o in un diversa qualità di materiali grezzi utilizzati o ancora alla presenza di un nuovo operatore, ecc. Sotto tali circostanze è ancora fortemente probabile che una osservazione cada entro i Limiti di Controllo. Compilazione della Carta x medio - R La Carta x medio - R è la Carta
per Variabili maggiormente utilizzata. Essa è composta da due
Carte: la Carta x medio per il controllo della media del processo
e la Carta R per il controllo della variabilità del processo,
tramite l'indice statistico R o Range. La regola pratica è di scegliere come grandezza dei campioni n=5, e come numero dei campioni m=20¸ 25. Queste quantità possono variare a seconda che il processo sia o meno sotto controllo. I passi da seguire nella compilazione della Carta x medio R sono i seguenti:
dove gli xi
sono i valori misurati per ogni n elemento, e ximax
e ximin sono rispettivamente il valore
massimo e il valore minimo misurato in ogni campione.
Si calcolano i Limiti di Controllo Superiore ed Inferiore per entrambe le Carte. Teoricamente LCSX e LCIX dovrebbero essere posizionati a LCX ± 3 s X, dove s x rappresenta la
deviazione standard della media dei campioni. Il calcolo di
questa quantità, soprattutto per m e n alti, è
complesso e suscettibile di errori. Si usa allora una stima
dove d2 è un parametro che si ricava dalle apposite tabelle e che dipende da n. I Limiti per la Carta x medio diventano quindi:
dove si ricava dalle tabelle (cfr.App.1). Il procedimento è analogo per il calcolo di LCSR e di LCIR.
Essendo R=s ·W e s R=s ·s W ed effettuando una stima, si ricava che
noltre, dalla
relazione
I Limiti della Carta R diventano così :
dove i valori D3 e D4 sono riportati nelle opportune tabelle (cfr.App.1).
Carte x medio - R con Limiti di Controllo Predefiniti Come accennato, le Carte di Controllo possono essere utilizzate per determinare se un processo può essere realizzato con i mezzi a disposizione dellazienda. In tal caso i Limiti di Controllo saranno predefiniti dalla direzione che indicherà i valori di media e di deviazione standard entro i quali il processo deve mantenersi. La compilazione delle Carte avverrà allora in modo diverso da quello appena analizzato Supponiamo che X0 e s 0 siano rispettivamente la media e la deviazione standard imposti. I Limiti Centrale, Superiore ed Inferiore per la Carta x medio sono :
Essendo
Carta x medio - S. Generalità. Quando il numero n dei componenti i campioni è maggiore di 10 alla Carta R si preferisce la Carta s : il range R infatti, calcola la variabilità di un campione semplicemente come la differenza tra il campione di valore più alto e quello di valore più basso. Quando il numero dei campioni diventa alto questo tipo di stima risulta impreciso, e si deve ricorrere al calcolo della deviazione standard s. La deviazione standard è un indice che tiene conto di quanto i valori che costituiscono una certa popolazione o campione differiscono dal valore medio. In generale essa è espressa dalla relazione
dove n indica il numero di
componenti la popolazione, xi l'i-esimo elemento, e Esistono poi altre due importanti
relazioni che verranno utilizzate in seguito: dove n indica il numero di
componenti la popolazione, xi l'i-esimo elemento, e Esistono poi altre due importanti
relazioni che verranno utilizzate in seguito: La prima relazione indica che il valor medio E(s) della deviazione standard s dei campioni è proporzionale alla deviazione standard s della popolazione tramite il parametro c4, che dipende dalla numerosità dei campioni n ed è tabulato. La seconda relazione pone invece in relazione la deviazione standard s S delle deviazioni standard dei campioni, con quella della popolazione s Compilazione della Carta x medio - s I passi da seguire sono gli stessi della Carta x medio - R. I l Limite Centrale della Carta s è dato da
dove si è la deviazione standard di ognuno degli m campioni, mentre i Limiti Superiore ed Inferiore sono
Essendo s , la deviazione
standard della popolazione, sconosciuta, essa viene stimata
tramite la relazione
I Limiti Superiore ed Inferiore diventano:.
Definendo
si ottiene che
con B4 e B3 tabulati. I Limiti della Carta x medio sono:
Le regole di costruzione e di interpretazione della Carta x medio - s sono le stesse della Carta x medio - R. Si dovrà perciò costruire ed interpretare prima la Carta s, e ,se questa risulta sotto controllo, costruire ed interpretare la Carta x medio. con Limiti di controllo predefiniti Siano X0 e s 0 rispettivamente il valor medio e la deviazione standard assegnati entro i quali il processo deve rientrare. Allora si ha:
Definendo:
I Limiti per la Carta x medio sono invece:
come visto in precedenza. La Carta X, o Carta per gli Individui, viene usata quando la numerosità dei campioni non può essere maggiore di uno. Il problema che si pone è allora di determinare la variabilità del processo. Ciò viene fatto per mezzo della variazione mobile o moving range, MRi, definita nel seguente modo:
dove xi+1 è la misura presente e xi è la misura precedente. Se i campioni sono m il numero dei moving range è m-1 (MR1 non esiste). Poiché gli m-1 moving range sono correlati tra loro, si dovrà fare particolare attenzione ai calcoli e allinterpretazione della Carta. Limite Centrale per la Carta moving range è dato da:
mentre i Limiti Inferiore e Superiore sono espressi dalle relazioni seguenti : con considerazioni analoghe a quelle fatte per la Carta R. Quindi
dove D4 e D3 vengono dedotti dalle tavole per n=2, e valgono rispettivamente 3,267 e 0. I Limiti per la Carta X sono :
Tali relazioni sono state ottenute
assumendo come stima della deviazione standard del
processo con d2 che vale 1,128 per n=2. Limiti di Controllo Predefiniti Detti X0 e s 0 rispettivamente la media e la deviazione standard assegnati, i Limiti Predefiniti per la Carta X sono :
mentre per la Carta moving range si ricava che :
ANALISI DELLA CAPACITA' Indici di capacità del processo Le Carte di Controllo sono un potente mezzo per mantenere un processo sotto controllo statistico, indicando le azioni correttive che devono essere intraprese al fine di eliminare le cause di variabilità indesiderata, le Cause Attribuibili. Le Carte di Controllo non tengono conto, però, delle specifiche a cui il processo deve attenersi, come ad esempio le tolleranze di lavorazione o altre caratteristiche richieste al prodotto in output al processo. Il loro utilizzo non è dunque sufficiente a comprendere la reale capacità di un processo, né come questo può essere migliorato. A questo scopo vengono definiti gli indici di capacità del processo, che mettono in relazione le prestazioni o il potenziale del processo con il soddisfacimento a specifiche imposte. Essi, inoltre, permettono di riassumere in modo molto conciso i dati di un processo produttivo, con il vantaggio, rispetto agli indici statisti come media e dispersione, di essere quantità adimensionali, e quindi facilmente interpretabili e paragonabili tra loro. Un miglioramento della capacità dei processi si può ottenere attraverso una riduzione del numero e dell'effetto delle Cause Attribuibili, nonché della ricerca della "centratura" del processo stesso. In generale la capacità di un processo :
Gli indici più comunemente usati sono il Cp e il Cpk. Lutilizzo di questi indici risulta particolarmente comodo se fatto in congiunzione con le Carte di Controllo. Altrimenti, oltre a dover raccogliere appositamente i dati, è anche necessario assicurarsi che la popolazione da cui tali dati sono prelevati sia distribuita secondo una funzione normale, perché è in relazione ad essa che Cp e Cpk sono definiti. La verifica della distribuzione di un insieme di elementi può essere fatta tramite istogrammi o diagrammi in scala gaussiana, analogamente allo studio dellapplicabilità delle Carte per Individui. Indice Cp Cp è lindice che misura il "potenziale del processo". ed è definito come :
dove LTS e LTI indicano rispettivamente il Limite di Tolleranza Superiore e il Limite di Tolleranza Inferiore e s la deviazione standard del processo. Cp è dunque la misura del rapporto tra la dispersione ammissibile per il processo, calcolata dalla differenza tra i Limiti di Tolleranza, e la dispersione reale, rappresentata dal valore 6s , detta anche Tolleranza Naturale, TN [11]. Si utilizza 6s perché in una distribuzione gaussiana, come si suppone che sia quella sotto esame, il 99,73% degli elementi è compreso in sei volte la deviazione standard, quando si hanno esclusivamente variazioni casuali. Per questo motivo la capacità di processo può essere calcolata solamente se il processo è stabile (non sono, cioè, presenti Cause Attribuibili), ed è distribuito normalmente. Cp è un buon indicatore della Capacità di Processo, ma da solo può non essere sufficiente ; esso infatti controlla solo la dispersione del processo, senza fornire alcuna informazione sulla sua centratura. È infatti possibile che un alto valore di Cp, che dovrebbe indicare un processo piuttosto capace, produca in realtà un alto numero di scarti a causa della deriva della media del processo vicino ai limiti di tolleranza. Cp indica dunque quanto un processo è "capace" solo se è centrato. Per questo motivo si introduce lindice Cpk, che considera anche la posizione del processo rispetto ai Limiti di Tolleranza. Indice Cpk Cpk è lindice che misura la "prestazione del processo". Esso misura sia la dispersione che la centratura del processo, tenendo conto dellampiezza della distribuzione e della posizione in cui è posta, rispetto al punto medio della specifica. Viene definito come :
Scegliendo il minore dei due valori calcolati, si determina quanto è capace il processo sul lato peggiore, quello cioè rappresentato dalla coda della gaussiana più vicina al limite di tolleranza. Se Cpk è maggiore di 1, lampiezza 6s dei dati cade completamente nei Limiti di Tolleranza ; un Cpk compreso tra 0 e 1 indica che una parte dei prodotti del processo cadono oltre i Limiti, ed infine un Cpk negativo indica che la media dei dati non è nella specifica. Un Cpk uguale ad 1 indica che il 99,73% delle parti prodotte è nei limiti di tolleranza, cioè devono essere respinte solo 3 parti su 1000. Schematicamente il Cpk può essere interpretato nel seguente modo :
Molte aziende chiedono indici Cpk di 1,33 o 2 ai loro fornitori. Un indice di 1,33 significa che la differenza tra la media m e il Limite di Tolleranza è 4s (dato che 1,33 è 4/3). Con un Cpk di 1,33, il 99,994% del prodotto è nella specifica. Un miglioramento da 1,33 a 2 può essere giustificato in taluni casi per ottenere un numero maggiore di prodotti vicino al target ottimale, migliorando così le performance del prodotto, la sua vita, la soddisfazione del consumatore e riducendo i costi di garanzia e i problemi di assemblaggio. Non sempre però lobiettivo è di avere indici Cpk sempre più alti per ogni processo, o parte di processo ; è invece preferibile effettuare prima unanalisi dei costi e dei benefici che comprenda anche il grado di soddisfazione del cliente, per determinare quali processi debbano essere migliorati e in che misura questo sia economicamente conveniente. Relazione tra Cp e Cpk In base alle relazioni viste, per un dato processo Cpk non può essere maggiore di Cp. Se la media è esattamente centrata sul punto medio della specifica, allora Cpk=Cp. Cp può quindi indicare
quanto migliore sarebbe Cpk se il processo fosse
realizzato in modo che il centro della distribuzione fosse il
più vicino possibile al punto medio della specifica ; Cp,
inoltre, specifica se la distribuzione degli individui, se
centrata, può adeguarsi alle tolleranze imposte; Cpk,
invece indica se le azioni di miglioramento del processo
conducono in questa direzione.
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