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Risalgono agli anni '60 i primi studi
sull'analisi del ciclo di vita. Fin da allora lo scopo per cui presero avvio fu quello di
riuscire a quantificare le emissioni e gli impieghi di risorse necessari per la produzione
e lo sviluppo dei prodotti. Successivamente a queste prime esperienze si è avuta una
progressiva e costante diffusione dell'impiego di tali tecniche riconosciuta da subito la
loro indubbia utilità per analizzare in modo globale i problemi ambientali. Dovremo,
tuttavia, aspettare gli anni '90 perché le preoccupanti condizioni ambientali rilevate
negli anni '80, portino, durante il congresso SETAC (Society of Environmental Toxicology
and Chemistry) di Vermout in Canada, a definire compiutamente l'LCA e ad impostarne le
necessarie metodologie di studio.
Diamo allora avvio a questa presentazione
sull'LCA partendo dalla
definizione che in quella sede la SETAC fornì: Il life cycle assessment (Valutazione del
Ciclo di Vita) fu definito come un processo per identificare i carichi ambientali
associati ad un prodotto, processo o attività, passando dall'estrazione e trasformazione
delle materie prime, fabbricazione del prodotto, trasporto e distribuzione, utilizzo,
riuso, stoccaggio, riciclaggio, fino alla dismissione.
Abbandonata un ottica mirata e centrata sulla produzione, si arriva
oggi a proporre per qualsiasi tipo di attività, finalizzata alla produzione di bene così
come all'erogazione di servizi, l'impiego di una visione di tipo integrato. D'integrazione
si parla da tempo, come modalità unica riconosciuta per gestire la globalità e
sopravvivere nella pluralità. La fine di ogni restrizione e limite nella comunicazione e
quindi nello scambio ha imposto l'abbandono di ogni logica riduttiva. Il modello
reticolare offerto ormai da tempo come struttura rappresentativa di questo nuovo modus
operandi (et cogitandi dovremmo aggiungere!), ha insito un diverso modo di intendere le
relazioni tra i diversi punti da cui la rete stessa è costituita: non basta più
guardarsi avanti e indietro; occorre gestire ogni tipo di relazione; in una struttura
reticolare è evidente che ogni azione e ogni variazione può finire col ripercuotersi in
modo diffuso su più parti e in più direzioni. Gli impatti non seguono più una direzione
unica, i flussi sono plurimi.
Dalla necessità d'integrare crediamo, quindi, debba partire il
discorso sull'LCA quale strumento utile, su cui impostare le nuove politiche
ambientali.Dalla definizione appena fornita, infatti, riusciamo a comprendere come il
processo di LCA si fondi su un unico principio madre: un prodotto (o servizio) va
"seguito" e analizzato in ogni fase della sua vita, dalla culla alla tomba (from
cradle to grave), da quando viene prodotto a quando viene disceso, in quanto ogni
azione associata ad una fase può avere riflessi su fasi precedenti o successive. Lo
studio prende in considerazione ogni fase, dall'approvvigionamento delle materie prime,
alla loro lavorazione e trasformazione, nonché all'energia necessaria per giungere al
prodotto finito. L'analisi prosegue, però, valutando anche le fasi di trasporto e di
utilizzo , le prevedibili attività di manutenzione fino allo smaltimento finale senza
trascurare i potenziali riutilizzi e riciclaggi di componenti o parti del prodotto. Un
LCA, quindi, è fondamentalmente una tecnica quantitativa che permette di determinare
fattori di ingresso (materia prime, uso di risorse, energia, ecc) e di uscita (consumi
energetici, produzione di rifiuti, emissioni inquinanti) dal ciclo di vita di ciascun
prodotto valutandone i conseguenti impatti ambientali.
Attraverso lo studio di un LCA si finiranno allora con l'individuare le
fasi e i momenti in cui si concentrano maggiormente le criticità ambientali, i soggetti
che dovranno farsene carico (produttore, utilizzatore ecc.) e le informazioni necessarie
per realizzare gli interventi di miglioramento.
Si conclude allora che questa metodologia per studiare la Vita di un
prodotto/servizio/attività può avere i più ampi livelli di applicazione in quanto
definisce una nuova logica con cui guardare a ciò che si produce e si eroga. Come
riconoscimento della sua validità ed utilità, recentemente è stata pubblicata tra le
norme ISO la 14040 che descrive appunto i criteri generali e la metodologia attraverso cui
effettuare un LCA; essa rappresenta un riferimento importante per la diffusione di tali
studi in quanto sviluppata e riconosciuta in ambito internazionale all'interno di un più
vasto corpus di norme (serie ISO 1400) sui sistemi di gestione ambientale.
LE FASI
DELL'LCA
Originariamente la procedura in base alla quale condurre una LCA
passava attraverso le seguenti quattro fasi:
- Definizione degli obiettivi (Initiation)
- Definizione del bilancio Ambientale (Inventory o LCI)
- Valutazione degli impatti (Impact
Assessment)
- Analisi dei possibili miglioramenti (Improvement
Analysis)
Questo schema conosciuto fino a pochi anni fa come modello delle
quattro "I", è stato poi di recente modificato, sostituendo la fase di
Improvement con quella di Interpretation (che troveremo nella ISO 14043 - Life Cycle
Assessment - Life Cycle Interpretation) e ciò allo scopo di chiarire i possibili legami e
campi di conciliazione con altre tecniche di gestione ambientale. Vediamo di analizzare
singolarmente queste singole fasi.
LIFE
CYCLE ASSESSMENT
FASI DELL'LCA
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1) DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI
Sono in questa fase che verranno definite:
- le finalità dello studio
- L'unità funzionale;
- i confini del sistema analizzato;
- i dati necessari;
- eventuali assunzioni;
- le procedure di verifica.
Questa fase preliminare è indubbiamente critica in quanto determina tutta la successiva
impostazione LCA. E' evidente infatti che ad ogni applicazione del metodo corrisponderà
un approccio diverso al problema e quindi una diversa esecuzione dell'LCA stessa: diverso
è il modo di procedere a seconda che al centro della valutazione ci sia un processo
produttivo o un prodotto o ancora se l'uso è di pianificazione aziendale o strategica.
In questa fase problematica sarà la scelta dell'unità funzionale intesa come parametro
cui riferire tutti gli elementi che compongono il bilancio ambientale del sistema in
esame. La scelta dovrà esser fatta ricordando che per unità funzionale occorre intendere
la prestazione quantificata e per questo misurabile e oggettivamente riscontrabile di un
prodotto, da utilizzare come unità di riferimento in uno studio di LCA
2) INVENTARIO ( LCI o Bilancio
Ambientale)
Scopo di questa fase è quello di evidenziare tutti i flussi di input e
output riferibili alle diverse fasi relative al prodotto. E in questo secondo step
che vengono contabilizzati i flussi fisici di materie prime, di emissioni e delle loro
componenti. Seguendo la definizione che troviamo nella ISO 14000 è in questa fase che
vengono "individuati e quantificati, flussi in ingresso e in uscita da un
sistema-prodotto, lungo tutta la sua vita". Verranno quindi identificati e
quantificati i consumi di risorse (materie prime, acqua, prodotti riciclati), di energia
(termica ed elettrica) e le emissioni in aria, acqua e suolo, arrivando così al termine a
strutturare un vero e proprio bilancio ambientale. Per la redazione di quest'ultimo dovrà
essere controllata:
- la qualità dei dati: in quanto è su quest'ultima che si fonda la
validità e l'attendibilità di tutto lo studio di LCA. I dati raccolti allora potranno
essere distinti in 3 categorie:
- Dati Primari (provenienti da rilevamenti diretti)
- Dati Secondari ( ricavati dalla Letteratura come data base e da altri studi)
- Dati Terziari (provenienti da stime e da valori medi).
Per assicurare che sia da giudicare buona l'attendibilità e la trasparenza dei dati
occorrerà, come buona norma riportare:
- l'età dei dati (l'anno cioè a cui si riferiscono le misurazioni rilevate);
- il territorio per il quale il dato è significativo;
- la tecnologia di riferimento;
- il tipo di campionamento fatto per ciascun dato riportato;
- il processo a cui è riferito il dato;
- i metodi di calcolo impiegati per ottenere valori medi;
- la varianza e le irregolarità riscontrate nella misurazione;
- i metodi usati per il controllo di qualità;
Potrebbe allora essere costruita una sorta di matrice per definire e
valutare con un discreto grado di approssimazione il livello qualitativo dei dati
impiegati per avviare un LCA.
Altro problema che può presentarsi durante questa seconda fase riguarda la ripartizione
di consumi e impatti relativi a prodotti differenti generati da uno stesso processo
produttivo. Sui criteri da impiegare per tali ripartizioni poche sono ancora le
indicazioni fornite. Regole di riferimento per l'operazione di Allocation ancora non ve ne
sono. E' evidente che accortezza prima sarà quella di cercare di conoscere nel dettaglio
il processo produttivo così sa poter attribuire ad ogni prodotto finale la quota
spettante di materia prima, energia consumata e quindi anche impatti in aria, acqua e
rifiuti solidi. Quando ciò non risulti possibile, in quanto, ad esempio in uno stesso
processo vengono lavorati più categorie di prodotti, si potrebbero ripartire consumi e
relativi impatti:
- per via ponderale (quantità consumate assegnate in base al peso dei diversi prodotti - allocazione
in peso dei coprodotti);
- in base al valore economico di ciascun prodotto - allocazione per valore economico;
- in funzione all'importanza (= qualità+quantità+costo+rilevanza strategica) dei vari
prodotti.
Es: se in un processo da cui otteniamo 2 prodotti A e B vengono immessi 800 litri d'acqua
Seguendo il criterio di allocazione in peso avremo
Peso prod. A=750 kg
Peso prod. B= 250 kg
Quantità di acqua attribuibile ad A= 750 x 800 = 600
1000
Quantità di acqua attribuibile a B= 250 x 800 = 200
1000
Seguendo, invece, il criterio di allocazione per valore economico, avremo
Prezzo prod. A al Kg 1000 = 750 x 1000 = 750000
Prezzo prod. B al Kg 3000 = 250 x 3000 = 750000
Quantità di acqua attribuibile ad A = 400
Quantità di acqua attribuibile a B = 400
Lo stesso tipo di metodo verrà impiegato per allocare ad ogni singolo prodotto altri
consumo e impatti(emissioni in aria, acqua, rifiuti solidi, materie prime o intermedie,
energia).
La conoscenza del processo e del sistema in esame, inoltre, implicherà la definizione di
eventuali flussi di riciclo interni; questi potranno essere:
- ad anello chiuso, qualora il materiale recuperato, sottoposto a trattamento,
venga rimmesso a monte del processo produttivo. In questo caso evidentemente i consumi e
gli impatti si andranno a ridurre, in quanto uno stessa quantità (di acqua, energia,
materie prime..) verrà impiegata per più cicli produttivi e quindi ripartita su un
numero maggiore di prodotti;
- ad anello aperto, quando il prodotto riciclato verrà immesso in un nuovo
processo così che i benefici conseguenti al trattamento saranno "assorbiti" dal
nuovo processo.
Oltre agli impatti relativi al processo dovranno essere
disaggregati i dati riguardanti:
- impatti e consumi relativi all'EE importata nel sistema: bisognerà chiarire qual è il
contesto di riferimento (Regionale, Nazionale, Comunitario..) per poter valutare il mixing
di combustibili che concorrono alla produzione del KW elettrico, l'efficienza globale del
sistema ed i relativi impatti sull'ambiente
- impatti e consumi relativi al sistema di trasporti: i prodotti possono essere
trasportati in modi diversi, con impatti diversi per unità di prodotto trasportato:
Esistono, quindi, impatti diversi relativi a differenti mezzi di trasporto utilizzati.
Se volessimo fornire un dato sappiamo, ad esempio, che un prodotto trasportato su
autocarro produrrà, quale effetto indiretto sull'ambiente, un emissione di Nox pari a 1,
0332 g/km t, mentre il trasporto su ferrovia causerà un emissione di Nox pari a 0, 0401
0332 g/km t.
- impatti e consumi relativi al sistema di smaltimento rifiuti
In conclusione dovremo affermare che nella stesura di un inventario
dovremo essere attenti a:
- indicare l'origine dei dati;
- indicare l'anno a cui i dati si riferiscono;
- rispettare i parametri minimi di disaggregazione dei dati;
- nel caso di valori medi di processo indicare sempre i valori minimi e massimi;
3) VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI
E' indubbiamente una delle fasi più critiche
dell'LCA in quanto è in
essa che si definiscono le grandezze e gli impatti ambientali potenziali di un
sistema/prodotto. La valutazione che occorrerà compiere prevede:
a) la classificazione e l'aggregazione degli impatti: i consumi di materie e di energia
così come i composti che formano le emissioni in aria acqua e suolo vengono aggregati in
funzione degli effetti che possono procurare sull'ambiente e in funzione della rilevanza
di ciascuno.
Le categorie più generalmente usate per l'aggregazione degli impatti sono:
| Consumo di risorse |
- Consumo di risorse rinnovabili
- Consumo di risorse non rinnovabili
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| Inquinamento |
- Effetto serra
- Danno alla fascia di ozono
- Tossicità per l'uomo
- Ecotossicità
- Formazione di composti ossidanti per processo fotochimico
- Acidificazione
- Eutrofizzazione
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| Degradi dell'ecosistema |
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b. Valutazione degli impatti
Una volta individuati e aggregati gli impatti sarà necessario stabilire delle scale di
valore per ciascun impatto
Per arrivare a ciò potrà essere impiegato uno dei seguenti metodi:
- MAUT (Multi Attribute Utility
Theory): si definiscono obiettivi primari e attributi
associabili ad un impatto, poi sulla base di questi si redige una scala gerarchica
- Ahp (Analytic Hierarchy
Process): si suddivide il problema nelle sue parti costituenti e
tra queste si stila una lista di priorità.
- IAM (Impact Anlysis Matrix): sulla base dei risultati ricavabili dalle fasi di
inventario, si costruisce una matrice che comprende più informazioni combinate, di
classificazione, caratterizzazione e/o stima dell'attività di valutazione dell'impatto
ambientale.
4) INTERPRETAZIONE
Questa fase che abbiam visto avere come obiettivo quello di mostrare i
legami esistenti tra LCA ed altri strumenti di gestione ambientale, può essere suddivisa
nei seguenti punti:
- Identificazione
: i dati provenienti dalle prime fasi
dell'LCA (principali inputs,
outputs e impatti potenziali) vengono analizzati e comparati con quanto previsto nella
"Goal Definition and Scooping".
- Valutazione
: lo studio di LCA compiuto viene sintetizzato e i suoi risultati diffusi
e resi noti. La valutazione si fonderà sulle seguenti verifiche:
- Verifica della completezza dei dati e dei risultati.
- Verifica delle analisi di sensitività, si faranno cioè variare i parametri utilizzati
(inputs, outputs, categorie d'impatto potenziale) per osservare poi gli effetti che si
generano sul risultato finale.
- Verifica della consistenza: si accerta il livello di rispondenza tra i risultati
conseguiti e gli obiettivi dello studio posti in fase preliminare e durante le fasi
d'Inventario e Valutazione.
- Conclusioni-Raccomandazioni - Rapporto finale
: si traggono le conclusioni dello
studio fatto e si raccomanda circa la stesura del report finale dell'LCA: in base a quanto
eventualmente emerso si predispongono eventuali azioni di miglioramento al prodotto o
sistema considerato.
Rispetto alla metodologia descritta, sarà possibile poi affrontare il problema in modo
più o meno approfondito e decidere, di conseguenza per uno dei seguenti tipi di
LCA:
- LCA Concettuale: viene utilizzata in modo strategico solo nelle prime fasi,
Tralascia di conseguenza numerosi aspetti della vita del prodotto e non entra in dettaglio
nelle differenze con altri prodotti. Si realizza in alcune settimane e ha un costo che
può variare dai 15-40 milioni di lire.
- LCA Preliminare: pur non prendendo in considerazione tutta la vita del prodotto,
entra sufficientemente nel dettaglio permettendo così la comparazione tra più prodotti.
Tempo occorrente alcuni mesi, costo variabile tra gli 80 e i 100 milioni di lire
- LCA Completa: rappresenta la metodologia applicata in ogni suo punto, rappresenta
la miglior base per sviluppare, come vedremo, etichette ecologiche e approntare
miglioramenti di propri prodotti. Tempi e costi significativi: più di un anno per la sua
realizzazione e costo variabile tra i 200 milioni fino ad alcuni miliardi.
DIFFICOLTA' E BENEFICI
Le attività
sull'LCA hanno visto negli ultimi anni l'impegno di
svariati Istituti ed Organizzazioni (ISO, SETAC, SPOLD, CSA, OCSE, UNEP) interessati ad
evidenziare da un lato l'utilità di tale strumento, dall'altro i limiti ed i vincoli che
esistono per un suo pieno utilizzo. E' stato evidenziato come, sia che l'utente risulti
pubblico o privato, l'LCA aumenta la propria utilità al diminuire dei tempi d'esecuzione
e di conseguenza dei relativi costi; al contrario la completezza dello studio, la sua
complessità e la validità degli strumenti migliorano con l'aumentare del tempo
d'esecuzione ed il conseguente incremento dei costi. Indubbio comunque è il suo ridotto
livello di utilità nel caso di supporti a decisioni da prendere in tempi brevi e a costi
contenuti, viste le difficoltà da affrontare nella fase d'inventario in quanto la
disponibilità di dati completi, affidabili ed utilizzabili per le singole valutazioni è
ancora limitato; altro elemento è poi la valutazione dei dati finali per la quale
esistono al momento interessanti metodologie proposte ma nessuna ancora chiara e univoca.
A fronte delle suddette difficoltà, vanno comunque considerati gli elementi che possono
invogliare l'impresa ad utilizzare questa metodologia. Come per altri strumenti di
gestione ambientale, abbiamo visto che anche in un LCA gli effetti positivi non sono
tangibili nel breve periodo, ma occorre aspettare del tempo prima che
lorganizzazione recepisca lintera portata del processo intrapreso. Questo
molto spesso comporta che esso venga considerato uno strumento dalle chiare valenze
esterne più che come opportunità di crescita e maturazione interna dellimpresa. Al
contrario pensiamo sia importante tener presenti entrambe le sfere. Da un punto di vista esterno
vanno ricordate le seguenti opportunità:
- Ecolabel: lLCA serve come base informativa per la certificazione esterna.
- Marketing: lLCA può essere anche usato per realizzare vantaggi competitivi sul
mercato confrontando limpatto ambientale tra più prodotti o famiglie di prodotti.
- Relazioni con le istituzioni: limpresa può utilizzare questo strumento per
orientare decisioni pubbliche, per dimostrare il perseguimento dei suoi obiettivi
ambientali.
Al di là di queste finalità esterne, non va sottovalutato il
potenziale dellLCA nellaccelerare i cambiamenti interni dimpresa:
- Nuovi prodotti: la progettazione di nuovi prodotti o linnovazione di quelli già
esistenti tende a rivolgersi con maturato interesse alla variabile ambientale.
- Budgeting ambientale: crea un sistema informativo che supporti un sistema di gestione
ambientale, tenendo sotto controllo le emissioni, i consumi di risorse e i connessi
effetti. Può essere utilizzato per assegnare i parametri di qualità ambientale che
devono essere rispettati dallunità produttiva affinché limpresa nel suo
complesso raggiunga i propri obiettivi di carattere ambientale.
- Decisioni di investimento: lLCA è anche uno strumento indispensabile nelle
decisioni di investimento in quanto fornisce le informazioni utili allanalista
ambientale su quelle che dovranno essere le aree dintervento o i processi produttivi
da modificare.
- Riduzione dei costi: unanalisi a tutto campo della "vita" del prodotto
può permettere di scovare aree, prima nascoste, dove realizzare economie più
significative. Livelli maggiori di ottimizzazione si possono ad esempio raggiungere
nellacquisizione di materie prime e in particolare nellutilizzo razionale
degli imballaggi.
Vale la pena sottolineare come, allo stato attuale, le perplessità che
permangono nellutilizzo di questo strumento riguardano principalmente il livello di
soggettività che sta dietro diverse valutazioni sia nella fase dellinventario che
nella successiva valutazione degli impatti, nonché sul difficile reperimento di dati,
sulla loro attendibilità e valenza scientifica.
Tutto ciò richiede unevoluzione graduale ma costante di questo strumento, la cui
standardizzazione teorica e metodologica (indispensabile per accrescerne
loggettività) vuole ancora del tempo per essere approntata correttamente. Nelle
attuali applicazioni è pertanto necessario accrescere il rigore, la trasparenza
metodologica e delle fonti informative, la qualità dei dati e degli indicatori adottati,
per consentire una credibilità più elevata al sistema stesso adottato e ai risultati da
esso ottenuti.
LCA "SEMPLIFICATE"
E' stata la ricerca di metodologie più affidabili e di dati maggiormente credibili, ad
aver concentrato l'attenzione sull'utilizzo di metodologie di LCA di tipo
"semplificato"; molti sono stati negli ultimissimi anni gli sforzi rivolti in
questa direzione. Allo stato attuale si possono individuare tre tipi fondamentali di LCA
semplificate:
- LCA selettiva o screening
LCA: serve principalmente nel caso in cui si vogliano
individuare e "selezionare" le fasi di vita di un prodotto che ne determinano i
principali impatti ambientali. Non verrà approfondita, quindi, la ricerca dei dati a
disposizione (LCI) né si provvederà ad una loro valutazione. I dati ottenuti serviranno
per determinare la necessità di attività ulteriori su aspetti o fasi di vita specifiche.
Questo tipo di LCA viene spesso utilizzato nell'ambito
Ecolabel. Grazie
ad un approccio selettivo, ad esempio, è emerso negli studi fatti per l'Ecolabel sulle
lavatrici che rispetto a tutto il ciclo di vita del prodotto (Produzione, Distribuzione,
Utilizzo e Smaltimento) gli impatti maggiori (Emissioni in aria, acqua, Rifiuti solidi,
consumi di energia ecc.) si registrano nella fase di utilizzo. E' evidente quindi come pur
non essendo uno studio esaustivo, in grado di sostenere il raggiungimento degli obiettivi
ultimi, permette tuttavia di conoscere la o le fasi di maggior impatto per il prodotto
considerato.
- LCA qualitativa:
le informazioni ricavabili da questo tipo di LCA sono di tipo
strettamente quantitativo. Tale metodo si basa infatti sulla definizione di quattro
matrici dette "primarie" e una di "sintesi"
Le matrici "primarie" mostrano:
- La prima le implicazioni ambientali connesse alla realizzazione di un prodotto. Su un
asse avremo le fasi del ciclo di vita del prodotto, nell'altro gli impatti ambientali
possibili. All'incrocio, in ogni casella, troveremo dei simboli che indicheranno la non
rilevanza o pertinenza di ciascun impatto corrispondente ad ogni fase (----) o, al
contrario, la positività più o meno eleva (+ o ++) dell'impatto.
- La seconda analizza gli aspetti "non tecnici" della produzione evidenziando
implicazioni di natura socio-politica lungo tutta la vita del prodotto.
- La terza matrice evidenzia invece gli impatti ambientali propriamente detti ricorrendo
ad indicatori relativi al prodotto specifico o indicatori più generici
- L'ultima analizza, invece, gli eventuali aspetti di impatto tossicologico rilevati lungo
il ciclo di vita del prodotto (che nelle matrici costruite troveremo sempre in un asse)
La matrice di "sintesi" conterrà il sommario delle
valutazioni e consentirà di confrontare le diverse opzioni eventualmente considerate.
3. LCA parziale o "Streamlining" : non esiste univocità di
punti di vista su cosa debba intendersi per LCA Streamlining. Volendoci in questa sede
limitare a quanto emerge dalle opinioni espresse a livello di pubblica amministrazione e
mondo produttivo ricaviamo che un LCA di questo tipo debba avere, secondo
l'amministrazione pubblica, come finalità quella di evidenziare la o le fasi di maggior
rilevanza ambientale soprattutto nel caso di comparazioni di prodotti e al contempo dare
indicazioni sull'eliminazione di quei componenti che producono rilevanti impatti nella
vita del prodotto; per le imprese, invece, dovrebbe servire ad integrare dati quantitativi
a quelli qualitativi più facilmente reperibili e a focalizzare lo studio su quelle fasi
del ciclo di vita da loro direttamente controllate. Non vogliamo soffermarci, tuttavia, su
tale metodologia in quanto sappiamo come l'applicabilità di un simile approccio varia
fortemente da prodotto a prodotto in funzione sia della complessità del sistema. dalla
reperibilità dei dati e dall'effettiva possibilità di individuare gli impatti ambientali
maggiormente significativi.
Concludiamo allora ribadendo come, l'impiego di tali semplificazioni,
possa sostenere le imprese nell'applicazione di una tecnica, indubbiamente complessa e
impegnativa, come l'LCA. Tutta la serie di LCA sopra descritte (selettive, semplificate,
qualitative, parziali), se opportunamente standardizzate, possono costituire delle valide
alternative alla LCA complete, riducendone complessità e i costi.
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