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ISO 9001 2008  - Quality Management System



La certificazione ISO 9001 procede di gran carriera anche in Italia, toccando, secondo dati ufficiali ACCREDIA, le 160.000 organizzazioni.

Sempre secondo i dati ufficiali, i settori trainanti sono quello delle costruzioni, quello elettrico - elettronico, il metalmeccanico ed il chimico, e settori soprattutto nei servizi e nelle pubbliche amministrazioni. 
Il tutto, ovviamente, in sintonia con la distribuzione territoriale industriale.

PERCHE' ISO 9001 2008?

Ma qual è il motore che spinge così velocemente le aziende sia in Italia che nei restanti paesi industrializzati ? Le ragioni sono molteplici, principalmente, comunque, le aziende intraprendono tale percorso spinte dalle richieste più o meno vincolanti da parte dei committenti e dai mercati oppure da imposizioni di natura legislativa. Diversi gruppi industriali, ad esempio, già da tempo impongono ai propri fornitori l’adozione di un sistema qualità certificato, ovviamente al fine di una maggiore garanzia qualitativa sulla fornitura ed una conseguente riduzione dei costi dei controlli. Anche il settore pubblico contribuisce alla spinta in tale direzione: primo fra tutti il settore degli appalti che, con l’attuale legge Merloni-ter, introduce obbligatoriamente la certificazione ISO 9001, cassando l’attuale albo nazionale dei costruttori. Inoltre, fra le motivazioni che spingono ad ottenere tale certificato è presente l’effetto pubblicitario generato dalle prime aziende che tagliavano il traguardo. Un vantaggio, ovviamente, in lenta caduta con l’aumentare del numero di certificati emessi.Al di là di queste motivazioni di natura esterna che, inutile negarlo, sono le più forti, diverse aziende cercano di riflesso, o addirittura lo esigono senza transigere, un miglioramento di natura interno che, alla lunga, sarà sicuramente l’unico beneficio che si otterrà da un sistema qualità certificato. Meglio quindi pensarci fin dall’inizio. A tal proposito, i passi da seguire sono oramai consolidati e riassunti come sotto.

I PASSI PER OTTENERE LA CERTIFICAZIONE

La prima fase è quella della cosiddetta analisi preliminare, attraverso cui ci si rende conto di qual è la distanza della propria organizzazione dall’ottenimento della certificazione (solitamente ampia). Inizia a questo punto la ricerca della "famigerata" società di consulenza che poi accompagnerà l’azienda nel delicato progetto. Questa fase di analisi preliminare serve  alla società di consulenza per definire un preventivo ed in questo senso sono ormai numerose quelle  offrono questa attività  addirittura gratis. L'analisi preliminare serve al consulente, ma è utile soprattutto all’azienda per cercare di capire il professionista (se realmente tale!!) che ha di fronte, qual è la sua esperienza e, soprattutto, quali referenze  può vantare. Vale la pena, infatti, ricordare che il mestiere del consulente è relativamente giovane e facilmente "improvvisabile". Non sono rari i casi di società o professionisti che si fanno esperienza a scapito delle aziende, specie medio piccole. E' bene, quindi, fare attenzione!
 Il rapporto di analisi preliminare oltre a contenere l’offerta economica descrive l’impostazione dettagliata del progetto con tempi, impegni e costi.

TEMPI DEL PROGETTO

Per quanto riguarda i tempi di consulenza si va da 2-3 mesi per una piccola azienda al di sotto dei 30 dipendenti, ai 6-9 per aziende dai 30 ai 70 dipendenti, fino ai 13 mesi per le aziende di dimensioni superiori.

LA FIGURA DEL RESPONSABILE QUALITA'

Una volta scelta la società di consulenza, questa ultima dovrà essere di supporto nell’individuazione del responsabile qualità interno, figura che nelle piccole aziende coincide sovente con la direzione. Il responsabile qualità, come insegnano le aziende già certificate, è bene che sia un responsabile a tutti gli effetti e che abbia le capacità di comunicazione e coinvolgimento verso tutti i dipendenti. Il nocciolo del problema alla fine non è fare un bel manuale della qualità, bensì averlo fatto digerire all’intera azienda. Per lo stesso motivo diffidate da chi vuole vendere soluzioni preconfezionate, pronte in pochi giorni. Il manuale e le procedure devono essere documenti creati dall’interno, impostati su misura e propri di ogni singola azienda. Non possono, quindi, essere ne standard ne imposti dall’esterno.

L'ORGANISMO DELLA CERTIFICAZIONE

Documentato quindi il sistema e sicuri della sua applicazione l’azienda può confrontarsi con l’organismo della certificazione. La scelta di quest’ultimo, inutile nasconderlo, è legata al mercato o ai clienti di riferimento. Ad esempio, esistono enti fortemente connotati in uno o pochi settori, altri legati al mercato tedesco, inglese o americano e così via. La scelta deve essere quindi oculata sentendo ora i principali clienti, ora il consulente e, ovviamente, tenendo in considerazione anche il prezzo e va fatta ricordando che l’organismo della certificazione è un partner che vi accompagnerà per sempre nel cammino della qualità. Navigando nelle restanti pagine potete accedere all'elenco degli enti accreditati dall' ACCREDIA.

IL DOPO CERTIFICAZIONE

Ottenuta la certificazione ISO 9001 arriva la parte più difficile: il mantenimento e miglioramento del sistema. Infatti, a distanza di pochi mesi dal raggiungimento di tale traguardo, l’azienda si rende realmente conto che i soldi spesi devono tramutarsi in un investimento e non rimanere un puro e semplice costo, anche perché l’organismo di certificazione di lì a poco tornerà per verificare il buon funzionamento del sistema. In sostanza è questo il momento della verità. Se si fallisce si vanificano sforzi sia economici che umani, si può incorrere nel ritiro del certificato da parte dell’ente e soprattutto si perde il treno che sta portando in Europa numerose aziende.

OPPORTUNITA' DI FINANZIAMENTO

Esiste qualche incentivo economico alle aziende che vogliono intraprendere tale progetto ? Diversi Enti Pubblici, al fine di favorire le aziende che intendono certificarsi secondo le norme ISO 9001, hanno predisposto forme di finanziamento in conto capitale, con percentuali variabili intorno al 30% delle spese sostenute. Inoltre esistono finanziamenti regionali specifici per le piccole e medie aziende con percentuali variabili da un minimo del 30% delle spese sostenute (ad un massimo del 60%.
Inoltre da non trascurare i finanziamenti per le attività di formazione interna.

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