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In molte
aziende, i metodi statistici sono utilizzati solamente al termine della
fase di sperimentazione per riassumere i dati ed estrarre informazioni
ulteriori. Questo è un modo plausibile di applicare tali metodi, ma un
impiego ancor più valido consiste nell'adottare l'approccio statistico
prima della fase di raccolta dati. Incorporando considerazioni statistiche
nella progettazione degli esperimenti, si posso raggiungere i seguenti
risultati:
-
riduzione
dei tempi di sviluppo dei processi
-
uso
più efficiente delle risorse
-
maggiore
affidabilità dei processi
Design of
Experiments (DOE) è diventato uno delle tecniche statistiche per la
progettazione degli esperimenti più conosciute degli anni '90. Il DOE è
stato inventato nel 1920 da uno scienziato inglese, R. A. Fisher, come
metodo per massimizzare le informazioni derivanti da dati sperimentali.
Tale metodo si è evoluto nei successivi 70 anni, ma molti sviluppi si
sono rilevati eccessivamente complessi dal punto di vista matematico, e
quindi esclusivo appannaggio di specialisti. La recente diffusione del DOE
è associata agli studi di Taguchi, un ingegnere giapponese che si
focalizzò sull'uso pratico anziché sulla teoria matematica di questa
tecnica.
Considerare la sperimentazione come una mera fase di prova volta a
verificare se l'implementazione pratica di un nuovo processo/prodotto
risponde effettivamente agli obiettivi fissati in fase di progettazione,
può essere riduttivo. La sperimentazione infatti può apportare valore
aggiunto se pensata non solo come conferma di quanto previsto ma anche
come potenziale fonte di opportunità di miglioramento non intuibili a
priori.
Il metodo di sperimentazione tradizionale si basa sul seguente loop:
-
sviluppo
di un'ipotesi teorica
-
effettuazione
di una prova volta a verificare tale ipotesi
-
analisi
dei risultati
-
individuazione
delle correzioni
-
effettuazione
di ulteriori prove
Il ciclo
si conclude con il raggiungimento di un risultato ritenuto adeguato.
Se le informazioni teoriche possedute sono stabili e complete, l'approccio
è rapido e soddisfacente.
Spesso però nell'ambiente industriale la complessità dei fenomeni
impedisce il pieno controllo dei fattori sotto indagine e una conoscenza
teorica completa: ciò significa che non sempre è nota a priori la
relazione di causa-effetto tra i fattori che influiscono sul processo in
esame e le variabili da ottimizzare (es. consumo di risorse).
Il metodo DOE invece consta di due fasi principali:
FASE 1
Occorre effettuare una serie di prove sistematiche per individuare i
fattori significativi e la correlazione tra questi. Si procede nel modo
seguente:
-
identificare
la risposta che qualifica il processo
-
identificare
i fattori che potrebbero influire sulla risposta
-
per
ogni fattore stimare il campo di variabilità ragionevole in relazione
al processo di interesse (individuare un valore alto e un valore basso
per ogni fattore)
-
predisporre
il piano di prova
-
eseguire
le prove
-
analizzare
i risultati per valutare quali siano i fattori che, singolarmente,
influenzano il processo
Valutazione
degli effetti dei singoli fattori:
Si considerino un numero n di fattori e per ogni fattore venga
individuato il valore più alto e il valore più basso che esso può
assumere. Si effettuino poi tante prove quante sono le combinazioni
possibili tra i fattori, ovvero 2n prove. Occorre infine
confrontare tra loro gli effetti dei singoli fattori per individuare in
che misura ognuno influisce sul processo.
Esempio:
Siano tre i fattori da valutare: A,B,C. Si procede realizzando una tabella
come la seguente, in cui -1 e +1 indicano rispettivamente il valore basso
e il valore alto:
| PROVA |
FATTORI |
RISPOSTA |
| A |
B |
C |
| 1 |
-1 |
-1 |
-1 |
|
| 2 |
-1 |
-1 |
+1 |
|
| 3 |
-1 |
+1 |
-1 |
|
| 4 |
-1 |
+1 |
+1 |
|
| 5 |
+1 |
-1 |
-1 |
|
| 6 |
+1 |
-1 |
+1 |
|
| 7 |
+1 |
+1 |
-1 |
|
| 8 |
+1 |
+1 |
+1 |
|
Si è ora
in grado di valutare se il singolo fattore è importante ai fini del
processo.
Il calcolo dell'effetto del singolo fattore è la differenza tra la media
delle risposte ottenute con il valore alto e la media delle risposte con
valore basso:
Effetto di
A = (media delle risposte con A=+1) - (media delle risposte con A=-1)
Il
fattore sarà tanto più significativo, quanto più tale differenza è
elevata.
E' interessante anche valutare la relazione tra l'effetto di un fattore e
l'effetto degli altri presi in esame per individuare quello che incide
maggiormente sulla risposta da ottimizzare:
Effetto %
di A = [Effetto di A / (Effetto di A + Effetto di B + Effetto di C)]*100
Valutazione delle interazioni tra fattori
Occorre poi valutare le interazioni tra fattori, ovvero l'effetto
sulla risposta della combinazione di più fattori.
Anche in questo caso si costruisce la tabella:
| PROVA |
INTERAZIONI |
RISPOSTA |
| AB |
AC |
BC |
ABC |
| 1 |
+1 |
+1 |
+1 |
-1 |
|
| 2 |
+1 |
-1 |
-1 |
+1 |
|
| 3 |
-1 |
+1 |
-1 |
+1 |
|
| 4 |
-1 |
-1 |
+1 |
-1 |
|
| 5 |
-1 |
+1 |
+1 |
+1 |
|
| 6 |
-1 |
-1 |
-1 |
-1 |
|
| 7 |
+1 |
+1 |
-1 |
-1 |
|
| 8 |
+1 |
-1 |
+1 |
+1 |
|
L'effetto
di una combinazione è ancora pari alla differenza tra la media delle
risposte ottenute con il valore alto e la media delle risposte con valore
basso:
Effetto di
AB = (media delle prove 1,2,7,8) - (media delle prove 3,4,5,6)
FASE 2
A questo punto si è in grado di estrapolare una formulazione
matematica della risposta del sistema in funzione delle variabili al fine
di individuare la condizione di ottimo e valutarne la stabilità
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