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CSR - SC: Corporate Social Responsibility - Social Commitment 


Corporate Social Responsibility (CSR) è da tempo un importante argomento di dibattito a livello europeo.
Esso si sta diffondendo rapidamente anche in Italia, come  un approccio innovativo alla gestione aziendale. Il tema si colloca all'interno della vasta problematica concernente lo sviluppo sostenibile e l'importanza dell'opinione pubblica nell'ambiente competitivo attuale. Numerose ricerche italiane ed europee mostrano, infatti, che i consumatori tendono a premiare le imprese socialmente responsabili.

L'impresa è considerata socialmente responsabile se:

  • non discrimina i dipendenti in base a sesso, razza, religione, appartenenza politica

  • realizza prodotti e processi nel rispetto dell'ambiente

  • offre prodotti di elevata qualità ad un prezzo appropriato

  • non testa prodotti sugli animali

  • ha a cuore i diritti umani nel mondo e il divario tra ricchi e poveri

  • cerca di ridurre problemi sociali come crimnalità, povertà, analfabetismo

L'Unione Europea si è mostrata attiva nel richiamare l'attenzione sul problema del CSR sin dal 1993, grazie al lavoro dell'allora Presidente della Commissione Europea, Jacques Delors.
Nel 2000 il Consilio Europeo di Lisbona lanciò un appello al senso di responsabilità delle imprese nel settore sociale per ciò che riguarda le best practises nella formazione continua, nell'organizzazione del lavoro, nelle pari opportunità, nell'integrazione sociale e nello sviluppo sostenibile.
L'obiettivo strategico dell'UE è "diventare, entro il 2010, la più competitiva e dinamica economia della conoscenza (knowledge economy), in grado di affrontare una crescita economica sostenibile accompagnata da un miglioramento qualitativo e quantitativo dell'occupazione e da una maggiore coesione sociale".

Un evento significativo è stata la pubblicazione, da parte della Commissione Europea, del "LIBRO VERDE – Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese" nel 2001 e della "Comunicazione della Commissione relativa alla Responsabilità sociale delle imprese: un contributo delle Imprese allo Sviluppo Sostenibile" nel 2002. Questi due documenti tracciano le linee guida della Commissione Europea sulle questioni che riguardano il CSR. L'approccio CSR considera l'etica e il business come due aspetti integrati della gestione strategica. Ciò emerge dalla definizione proposta nel Libro Verde secondo la quale il CSR è "un concetto attraverso il quale le organizzazioni integrano questioni sociali e ambientali nelle loro operazioni di business e nei loro rapporti con gli
stakeholders (parti interessate) su base volontaria". Corporate social responsibility significa impegno nel comportarsi in modo etico e corretto, che va oltre il semplice rispetto della legge.

Il CSR dovrebbe diventare parte delle strategie di base delle aziende, interagendo con tutti i campi della gestione aziendale: finanza, produzione (riduzione dell'impatto ambientale della produzione, incremento di salute e sicurezza sul lavoro, non utilizzo del lavoro minorile, focus su qualità e sicurezza dei prodotti), marketing, risorse umane (percorsi di carriera, politiche di impiego, formazione,...)e, in generale, tutto ciò che riguarda strategie e politiche aziendali.

I vantaggi di un comportamento socialmente responsabile per l'impresa sono:

  • garantisce una forte coesione con gli stakeholder

  • crea un ambiente di lavoro migliore, più sicuro e motivante

  • migliora l'efficienza della gestione aziendale

  • protegge da azioni di boicottaggio

  • permette di usufruire di vantaggi fiscali e semplificazioni amministrative

  • facilita l'accesso al credito

  • riduce il rischio d'impresa

  • contribuisce ad aumentare il valore per gli azionisti sui mercati in cui sono applicati rating di tipo etico

L'Italia ha preso parte al dibattito europeo leggermente in ritardo, ma ora intende recuperare il tempo perso presentando un'importante iniziativa. Un forte segnale in questa direzione è l'introduzione del CSR tra le cinque priorità del Governo Italiano per il semestre di Presidenza dell'UE.
In accordo con la Commissione Europea, infatti, il Governo è convinto che il CSR è il pre-requisito di una strategia volta ad implementare uno sviluppo economico sostenibile, attento alle problematiche sociali.

Da più di un anno il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sta lavorando sull'ambizioso progetto CRS-SC (Social Commitment), il cui obiettivo è portare un importante contributo a livello europeo e proporre l'esperienza italiana all'attenzione dei partner europei.

Il progetto assegna grande importanza alla diffusione del comportamento etico tra le imprese, ma la sua principale caratteristica è estendere tale visione ad interventi proattivi, ovvero includere il Social Commitment (coinvolgimento sociale), il cui scopo è "favorire la partecipazione attiva delle imprese al sostegno del sistema di welfare nazionale e locale secondo una moderna logica di integrazione pubblico - privato".
Il Governo intende coinvolgere le imprese nel finanziamento di parte delle politiche di Welfare. Tale progetto non è ancora stato definito in dettaglio, ma è già previsto che siano coinvolte tutte le parti interessate, pubbliche e private, profit e non profit:

  • al Governo spetta il compito di identificare le aree d'intervento, gli ambiti che a livello nazionale e locale richiedono un'azione specifica, e di indirizzare i finanziamenti su progetti prioritari

  • le imprese possono volontariamente aderire e contribuire al finanziamento delle politiche di Welfare (logica della cittadinanza d'impresa)

  • associazioni e volontariato gestiranno direttamente l'intervento nel sociale

Il Ministro Maroni ha affermato l'importanza di individuare un quadro di riferimento comune per tutte le imprese che vogliono dichiararsi socialmente responsabili. Solamente questi soggetti potranno godere di due importanti benefici:

  • vantaggio in termini di immagine

  • possibilità di accedere a incentivi fiscali, attraverso la defiscalizzazione delle elargizioni in campo sociale, e finanziari, attraverso la diffusione dei fondi pensione etici

E' stato constatato che le imprese hanno nel tempo maturato la consapevolezza dell'importanza della responsabilità sociale presso l'opinione pubblica: sempre più, infatti, sono le campagne di marketing e di comunicazione focalizzate sull'impegno nel sociale. Perciò è necessario: 

  • sia diffondere la cultura della responsabilità sociale tra le imprese, 

  • sia tutelare il consumatore che premia l'azienda etica da coloro che traggono vantaggi pubblicizzando impegni sociali non veritieri. 

E' quindi emersa la necessità di sviluppare uno standard condiviso dagli stakeholder il quale, come afferma il Ministro, "non sarà una nuova certificazione e non sarà una nuova procedura burocratica".
Tale standard, ancora in fase di elaborazione, prevede due livelli:

  • Livello CSR

    Il livello CSR viene sviluppato dalle imprese su base volontaria e, per facilitarne l'applicazione, seguirà schemi già noti quali:
    -
    i sistemi di gestione (ad esempio l'approccio ISO);
    - i
    modelli di settore come il Responsible Care. 

    Tale livello non prevede una procedura di valutazione da parte di un ente terzo, bensì l'implementazione del CSR nell'impresa può avvenire attraverso meccanismi quali Accordi Volontari o Protocolli d'intesa promossi dal Ministero tra soggetti privati o pubblico-privati.
    Lo scopo del livello CSR è iniziare a diffondere la cultura della responsabilità sociale tra le imprese.

  • LIVELLO SC

    Per quanto riguarda il secondo livello, chiamato livello SC, si sta elaborando una procedura di valutazione commisurata alla dimensione dell'impresa, in quanto essa è chiamata a cofinanziare progetti nel sociale beneficiando quindi degli incentivi fiscali e finanziari di cui sopra.

    Le imprese che decidono di implementare il livello SC devono elaborare un Social Statement basato su un set di indicatori (modulare, flessibile, semplice, adatto alla grande ma anche alla piccola e media impresa): l'obiettivo è dimostrare che l'impresa abbia superato il livello di compliance (semplice conformità alla legge) per quanto riguarda gli indicatori rilevanti in funzione delle specificità aziendali e delle priorità del Governo.

    Il livello SC presuppone una procedura di autovalutazione (non certificazione o verifica), ma in seguito il Social Statement sarà esaminato da un soggetto terzo. 

    Riassumendo, gli effetti del Social Commitment sono:

    • aumentare il grado di coesione sociale

    • creare nuove partnership tra Istituzioni, Imprese e Associazioni non profit 

    • promuovere la diffusione delle best practices

    • liberare risorse per obiettivi meglio perseguibili a livello pubblico

    • innescare un meccanismo emulativo lungo tutta la filiera produttiva

Il gruppo di lavoro sulla CSR sta testando lo standard su una quindicina tra grandi, piccole e medie imprese; si stima che la fase di test si concluderà entro giugno, esplicitando i parametri che potranno essere utilizzati dalle imprese sia per dichiararsi socialmente responsabili sia per accedere alle agevolazioni fiscali. 


Alcune iniziative in corso:

Nell'UE:

  • Commissione europea: EU Multi-Stakeholder Forum 

  • CSR Europe: Camapagna Europea sulla Responsabilità Sociale d'Impresa

  • European Accademy of Business in Society: Network europeo delle Università e Business School per la formazione sulla CSR

In Italia:

  • Sodalitas: Promio "SodalitasSocial Award"

  • Great Place To Work: Premiazione delle aziende con i migliori ambienti organizzativi 2002

  • Progetti ABI: redazione di un rapporto sulla CSR nel settore bancario e prima mappatura dei fornitori di servizi con riferimento alla CSR e agli investimenti socialmente responsabili

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