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I passi per
implementare il SELF-ASSESSMENT (autovalutazione)
Il processo di
Self-Assessment (autovalutazione) può essere implementato nell’organizzazione attraverso 8
generici step. Prima di elencare tali passi, è bene ricordare che il
Self-Assessment può essere avviato prendendo in considerazione l’intera
organizzazione, oppure una sola unità organizzativa.
STEP 1:
GUADAGNARE E MANTENERE L’IMPEGNO DEL MANAGEMENT
Per avere significative probabilità di successo, è necessario assicurarsi il
coinvolgimento nel processo del team di senior manager, il quale deve ovviamente
avere familiarità con i concetti fondamentali di eccellenza e con il Modello
EFQM.
Per incoraggiare l’impegno di coloro che dovranno gestire il processo si
possono utilizzare diversi meccanismi, quali:
-
Presentare
il Self-Assessment come uno strumento strategico che permette
all’organizzazione di focalizzarsi su ciò che è fondamentale per la
stessa
-
Sottolineare
l’importanza del processo nell’evidenziare le principali caratteristiche
ed esigenze del consumatore e del business
-
Presentare
altre organizzazione che hanno migliorato la loro posizione competitiva in
seguito all’implementazione del processo
La cultura
organizzativa ed il livello di comprensione dei concetti fondamentali di
eccellenza, incidono notevolmente sulla possibilità di applicare il processo
con successo. Generalmente, infatti, è bene che nell’organizzazione predomini
una cultura di miglioramento continuo che sia ben compresa da tutti i membri
dello staff, e dal management team in particolare. Se tali condizioni non
sussistono, è conveniente rinviare l’implementazione del Self-Assessment e
concentrarsi sullo sviluppo di una direzione comunemente accettata verso cui
l’organizzazione deve dirigersi e sull’identificazione delle ragioni che
inducono al cambiamento.
STEP 2:
SVILUPPARE UNA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE
E’ importante sviluppare il prima possibile una chiara strategia per il
messaggio che si intende comunicare. Il Self-Assessment non deve infatti essere
percepito come uno processo burocratico, ma deve anzi essere presentato come un
importante componente della formulazione strategica e del business planning.
Altrettanto importante è chiarire come il Self-Assessment si pone rispetto alle
altre iniziative già introdotte nell’organizzazione, come Bilance Scorecard,
Six Sigma,…
E’ necessario inoltre individuare il mezzo di comunicazione più adeguato ai
diversi soggetti che si desidera raggiungere. Ad esempio, per le persone che
lavorano nell’organizzazione possono essere adatti discorsi mensili, meetings,
reports periodici riguardo lo stato di miglioramento delle attività, reporting
attraverso Internet,…
STEP 3:
PIANIFICARE IL PROCESSO DI SELF-ASSESSMENT
Esistono quattro tecniche differenti per implementare il Self-Assessment:
Questionnaire, Assessment Workshop, Pro-Forma e Award Simulation. Non è
possibile identificare a priori la tecnica migliore, occorre bensì valutare
quale sia la più idonea alla propria organizzazione. A questo scopo occorre
esaminare la cultura che domina all’interno dell’organizzazione in questione
(ad esempio applicare Assessment Workshop implica un’atmosfera di
collaborazione all’intero del serior management team) ed identificare i
risultati che si desidera conseguire. E’ comunque possibile, anzi spesso
consigliato, implementare tecniche diverse contemporaneamente.
Importante è poi predisporre momenti di esame dei risultati con una periodicità
correlata all’ambiente in cui l’organizzazione opera: se, ad esempio, il
mercato è altamente dinamico e cambia rapidamente sono necessari feedback più
ravvicinati. Inoltre è utile una strategia per il Self-Assessment che deve
riguardare un ampio orizzonte temporale, con differenti tecniche da applicare
nell’organizzazione man mano che questa diventa più matura.
Occorre valutare a quale livello dell’organizzazione implementare il
Self-Assessment: è possibile prendere in considerazione tutti i livelli, oppure
focalizzarsi su alcuni; spesso comunque si procede con progetti pilota in alcune
aree definite. Per individuare dove applicare inizialmente il processo è bene
valutare quali unità possono rivestire il ruolo di precursori (“early
adopters”), chi mostra una naturale disposizione al miglioramento, quali
livelli possono essere idonei per valutare il processo in sufficiente dettaglio,
dove sussiste una struttura di management chiaramente definita,…
La pianificazione del processo deve comunque prendere in considerazione tutti i
seguenti fattori:
STEP
4: SELEZIONARE E MOTIVARE LE PERSONE DIRETTAMENTE COINVOLTE NEL PROCESSO
Applicare il Self-Assessment implica la definizione di numerosi ruoli,
quali:
-
Sponsor:
generalmente il senior manager che ha il compito di motivare e dirigere
l’introduzione e l’attuazione del Self-Assessment, di assicurare la
disponibilità di risorse umane e finanziarie, di comunicare scopi e
vantaggi, di attenuare i conflitti, di riesaminare il processo
-
Project
manager: colui che si assume la responsabilità dell’esito positivo del
processo e che deve dirigere il Self-Assessment team, pianificare le azioni
da intraprendere, valutare i risultati, individuare eventuali azioni
correttive, motivare le persone coinvolte, amministrare le risorse
finanziare, monitorare il processo
-
Staff:
costituito da coloro che contribuiscono al processo mettendo a disposizione
tempo e conoscenze, e devono comprendere e comunicare all’esterno scopi e
vantaggi
-
Assessors:
coloro che devono garantire che le persone più appropriate agli scopi
prefissi siano coinvolte nel processo; hanno un ruolo fondamentale nelle
tecniche di Award Simulation e Pro-Forma ed un ruolo di supporto per
Assessment Workshop
-
Senior
Assessor: se è stato realizzato un gruppo di lavoro composto da Assessors,
è bene nominare un Senior Assessor che eserciti la leadership, pianifichi e
coordini le attività del team, costituisca l’interfaccia tra il team ed
il cliente, comunichi con il project manager
-
Facilator:
colui che ha il compito di agevolare il processo di decision-making, ed è
molto importante in quelle fasi del Self-Assessment in cui il gruppo di
riunisce per discutere e prendere le decisioni fondamentali che riguardano
gli step successivi
-
Data
gatherer: colui che ha il compito di ricavare i dati e le informazioni che
saranno utili ai membri del team, e che quindi deve comprendere le esigenze
del Modello, registrare i dati, identificare le fonti di dati ed assicurarsi
che le informazioni raccolte siano significative ed aggiornate
-
Report
writer: colui che ha il compito di stendere reports completi e coerenti
Occorre
ricordare che per motivare e potenziare le risorse umane è opportuno dare alle
persone coinvolte nel processo di Self-Assessment la possibilità di frequentare
corsi di formazione che sviluppino ed incrementino competenze e conoscenze.
STEP 5:
CONDURRE IL SELF-ASSESSMENT
Il principale obiettivo del Self-Assessment è identificare i punti di forza
di un’organizzazione e le aree suscettibili di miglioramento. A tal scopo può
essere un utile strumento il cosiddetto RADAR Pathfinder card: si tratta di una
serie di quesiti ai quali rispondere per implementare nel modo più efficace ed
efficiente il Self-Assessment. Tali quesiti permettono di identificare e
focalizzarsi su:
-
RISULTATI:
ciò che l’organizzazione cerca di conseguire. I risultati devono
riguardare la performance dell’organizzazione sia dal punto di vista
finanziario sia operativo, e devono rispecchiare le esigenze degli
stakeholder. In un’organizzazione eccellente i risultati mostrano un trend
positivo, ovvero con il passare del tempo si conseguono risultati sempre più
significativi. Importante è far in modo che la performance
dell’organizzazione possa essere confrontata con quella di altre imprese
all’esterno per valutare in modo migliore la propria posizione
competitiva, possibilmente il confronto dovrebbe riguardare le migliori
organizzazioni esterne (“best in class”) come suggerisce la tecnica del
Benchmarking. Inoltre è opportuno analizzare la relazione di causa ed
effetto tra metodi adottati e risultati conseguiti, e concentrarsi sulle
aree più significative per la propria organizzazione
-
INTRODUZIONE: ciò
che l’organizzazione pianifica per conseguire i risultati. Le
organizzazioni eccellenti adottano approcci efficaci che rispecchiano i
bisogni attuali e futuri dell’impresa e degli stakeholder, e si
focalizzano su processi ben definiti. Tali metodi devono essere ben
integrati tra loro e con la strategia dell’organizzazione
-
IMPLEMENTAZIONE:
ciò che un’organizzazione fa per adottare gli approcci suddetti. In
un’organizzazione eccellente il Self-Assessment viene implementato nelle aree più
rilevanti e significative, e in modo sistematico.
-
VERIFICHE
E RIESAMI: ciò che un’organizzazione fa per riesaminare e migliorare i
metodi adottati e la loro implementazione. In un’organizzazione eccellente
i metodi, e la loro implementazione, sono soggetti a periodiche misurazioni
nell’ottica del miglioramento continuo
STEP 6:
CONSIDERARE OBIETTIVI E PRIORITA’
Fondamentale è prefiggersi il prima possibile i risultati da conseguire e
stabilire delle priorità. E’ importante comunque rapportare i risultati con
la strategia ed il processo di business planning, ed è bene quindi che
l’esame degli obiettivi sia responsabilità del senior management team.
Inoltre stabilire delle priorità permette di mantenere elevata la motivazione
del personale coinvolto che si potrà concentrare su un numero definito e
limitato di obiettivi principali. A tal scopo bisogna quindi, una volta
identificate le aree e le questioni principali e suscettibili di miglioramento (Step
5), rispondere ad una serie di quesiti, quali: Cosa è importante per noi? Dove
è necessario migliorare? Quali aree sono fondamentali per nostro business?…
Per poter definire le priorità tra le azioni di miglioramento che si desiderano
intraprendere è possibile considerare due importanti fattori: l’impatto del
cambiamento, e la facilità o difficoltà di implementare il cambiamento.
Inoltre è importante valutare l’intera organizzazione, i punti di forza e di
debolezza, la catena del valore, per poter distinguere ciò che è essenziale da
ciò che non lo è.
STEP 7:
STABILIRE ED IMPLEMENTARE PIANI D’AZIONE
Occorre stabilire un metodo strutturato per implementare i piani d’azione
fissati, che si può comporre dei seguenti passi:
-
Produrre
una sintesi dei problemi da affrontare
-
Definire
ciò che è necessario realizzare
-
Determinare
gli indici di successo
-
Pianificare
il tempo a disposizione e l’utilizzo delle risorse
-
Definire
le responsabilità
-
Assicurarsi
che le azioni siano coerenti con il processo di pianificazione dell’intera
organizzazione
Importante è
comunque comunicare a tutte le parti interessate i piani d’azione.
STEP 8:
MONITORARE L’EVOLUZIONE DEI PIANI D’AZIONE E RIESAMINARE IL PROCESSO DI
SELF-ASSESSMENT
Il processo di implementazione delle azioni di miglioramento deve essere
periodicamente riesaminato, ad esempio includendo l’analisi delle azioni
derivanti dal Self-Assessment nei momenti di verifica e controllo già
consolidati all’interno dell’organizzazione. Inoltre registrare i risultati
ottenuti è utile per successivi Self-Assessment e per mantenere elevato
l’impegno del management. Le domande che i responsabili del riesame dovrebbero
porsi in questa fase possono essere: Abbiamo raggiunto ciò che avevamo
stabilito? Abbiamo rispettato tempi e budget? E’ possibile ampliare gli scopi
del Self-Assessment? Sono state coinvolte le persone più idonee? I metodi di
raccolta dati sono stati efficienti? Come sono state utilizzate le informazioni
raccolte? Quali sono le conseguenze dell’implementazione del Self-Assessment?…
Contattateci per maggiori informazioni.
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